Portacomaro d'Asti, terra di Grignolino

02.02.2018

Il Grignolino è un vitigno autoctono piemontese coltivato soprattutto nel Monferrato.

Il nome deriva probabilmente da grignola, un termine dialettale usato per indicare i semi dell'uva che in questa varietà sono più numerosi rispetto ad altre varietà.
Il Grignolino era molto apprezzato presso la Corte dei Savoia. Infatti la sua
acidità e la leggera struttura tannica ne facevano un partner perfetto della ricca e burrosa cucina alla francese. Oggigiorno è ottimo l'abbinamento con i fritti. A tal proposito è d'obbligo menzionare il fritto misto alla piemontese.

Ci fu un tempo, quando Portacomaro era ricolma di vigne, in cui l'allora medico condotto, l'indimenticato (da quelli che ora giovani non sono più, ovviamente) Eugenio Galimberti, ai pazienti affetti da influenze o altre patologie «di stagione» prescriveva un «bicchiere di Grignolino da bersi due volte al dì per almeno una settimana». «Vino curativo», oltrechè straordinario frutto di terre anche aspre e sabbiose, ricche di fossili.

Ma anche prodotto di bellezza .Esiste una crema ristrutturante anti età a base di polifenoli attivi estratti da bucce e semi di uve barbera e grignolino alla fine del processo di vinificazione.

La rutina, derivante dalle vinacce di barbera, è uno dei principali flavanoli utilizzati in campo medico per rinforzare le pareti dei capillari. Mentre le catechine, derivanti dall'estratto di grignolino, unitamente all'acido ialuronico donano nuova elasticità alla pelle del viso.

Pochi giorni fa a Portacomaro, nel "torrione" è stata riaperta dopo 7 anni la mitica "Bottega del Grignolino".

Voglio rafforzare queste notizie con la riproduzione di un quadro del "torrione" e del muro opera di un artista locale: Luigi Fiora.

Luigi Fiora iniziò a dipingere mentre prestava servizio militare a Napoli negli anni '20. In Asti era conosciuto per lo storico bar Roma che ha gestito per lunghi anni. Luigi Fiora era anche un pasticcere provetto. Io sono onorata di averlo conosciuto e ricorderò sempre quando mi preparava i "baci di dama" e quando mi invitava alle mostre personali che teneva ad Asti. I suoi soggetti erano sempre scorci di Monferrato con monumenti (Portacomaro ma anche Cisterna d'Asti, Asti,...). Egli non era una persona che si vantava delle sue doti. Amava dire di non essere un pittore, piuttosto un sognatore. Che persona!